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IN COPERTINA:
Sentenza sui crocifissi. Difendiamo i nostri valori
di Roberto Visentin - Presidente AnciSicilia
Una sentenza controversa e dibattuta quella sulla rimozione dei crocifissi che, nella qualità di primi cittadini, ci costringe a riflettere e a prendere delle decisioni concrete. E proprio su questo tema il sindaco di Monreale ha emesso un’ordinanza la quale, in netto contrasto con la sentenza sulla libertà di culto emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, ha ribadito che il simbolo della cristianità dovrà rimanere al suo posto. Una decisione che pone il punto sui valori e sulle tradizioni che appartengono alla storia millenaria del nostro Paese e che non può essere cancellata con un semplice colpo di spugna.
Finora, nessun legislatore si era espresso in maniera così perentoria, sebbene la questione sulla presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici sia, da parecchio tempo, oggetto di annose diatribe.
Ma in questi ultimi anni, dibattiti e polemiche a parte, si era sempre arrivati ad un punto fermo: se da un lato, infatti, era scontato che non si potesse avallare un atto così drastico, dall’altro è sempre stato riconosciuto il valore altamente educativo del crocifisso come elemento fondamentale per esprimere l’origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei diritti dell’uomo e di condanna di qualsiasi forma di discriminazione.
In una società come la nostra, ormai aperta alla tolleranza e alla convivenza di diverse etnie, la laicità non significa assenza di simboli religiosi, ma, al contrario, capacità di accoglierli e di sostenerli. Il crocifisso non è in contraddizione con la libertà di scelta e di educazione dei figli. Ogni genitore, credente o non credente, sa che proporre ai giovani testimonianze di vita buona, di coerenza ed umiltà, è essenziale per l'educazione di buoni cittadini, aperti al dialogo e all'incontro.
Adesso il governo italiano ha tre mesi di tempo per chiedere un rinvio davanti alla Grande Camera, tre mesi in cui molte saranno le proposte che verranno avanzate e tantissimi i dibattiti che accompagneranno la vita di molte amministrazioni comunali.
Come presidente dell’AnciSicilia invito tutti i sindaci dei comuni siciliani a fare delle proposte concrete e a promuovere in maniera unitaria delle iniziative a sostegno del Governo, iniziative che, in ogni caso, non dovranno ledere i principi di tolleranza e il rispetto per coloro che professano religioni diverse da quella cattolica. E a sostegno di questa tesi mi piace ricordare le parole della scrittrice Natalia Ginzburg, che ebbe a scrivere: “Il Crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo”.

Anno 10 Numero 46 del 20 novembre 2009
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